Omeopatia come Opportunità
Nel mezzo del cammin della mia carriera….mi ritrovai in una selva oscura!
Anzi no, per fortuna, quasi all’inizio!
Dopo anni di studio “ matto e disperatissimo”, notti in bianco prima degli esami…finalmente la laurea!
Poi il tirocinio formativo pre e post laurea, l’esame di abilitazione..e poi?
Magari ci si ritrova anche dopo qualche anno dietro il bancone a saperne poco e/o niente di molti argomenti tra cui l’omeopatia a cui, invece, i nostri pazienti sempre di più sembrano essere interessati e vogliosi di avere informazioni dal “loro farmacista di fiducia”.
E noi che siamo lì a leggere frettolosamente qualche articolo che quel rappresentante di quella azienda omeopatica ci ha lasciato l’ultima volta che è passato in farmacia, a leggere su internet qualcosa pur di poter quando meno non stare zitti di fronte alle domande dei nostri pazienti.Ma questo non è sicuramente professionale…e determina l’ulteriore accumulo di dubbi e incertezze!
COSA FARE? DA DOVE INIZIARE?
FORMAZIONE!
È la parola d’ordine che mi ha guidato e che mi ha portato ad iscrivermi all’unico master in Italia dedicato alla formazione omeopatica rivolta esclusivamente al farmacista! Sentivo di farlo per me, per la figura professionale che rappresento e per i miei pazienti per i quali la nostra categoria rappresenta un punto di riferimento.
Nux vomica, Lachesis, Silicea ecc..durante questo percorso di studio, oltre a conoscere i vari farmaci omeopatici, abbiamo imparato soprattutto l’importanza del METODO OMEOPATICO.
Questo approccio terapeutico si basa su :
- Osservazione dei caratteri morfologici, fisici e psicologici
- Interrogatorio teso ad analizzare l’eziologia della patologia, i sintomi mentali sopraggiunti dopo l’inizio della malattia, la descrizione del dolore come tipologia ed infine la modalità di miglioramento e/o peggioramento del dolore.
In questo modo è possibile risalire alla costituzione del paziente e quindi, poterlo aiutare con un rimedio sia per la patologia in fase acuta ma anche con il rimedio di fondo che andrà a riequilibrarlo a livello costituzionale.
QUINDI IN PRATICA? COSA CAMBIA?
È possibile dare un consiglio personalizzato: per esempio al paziente che lamenta stanchezza e astenia è possibile consigliare un integratore ma associargli anche un rimedio costituzionale per mettere in moto una reazione generale dell’organismo che mira a guarire dall’interno.
A proposito….
si possono abbinare all’omeopatia i farmaci tradizioni o integratori o altro?
Si, perché il compito del terapeuta è quello di far guarire il suo malato nelle migliori condizioni e il più rapidamente possibile. A tal fine vanno usate tutte le risorse a disposizione!
E NEI BAMBINI…?
Nel mio lavoro di tesi, a conclusione del percorso del master, mi sono dedicata all’analisi dei bambini perché con loro, come è possibile immaginare, non è possibile eseguire l’interrogatorio ma dobbiamo basarci solo ed esclusivamente sull’osservazione!
In particolare, andremo ad analizzare:

Milano durante la mostra Fuori dal Coro.
Foto di Alessandra.
- PELLE e annessi: colorito della pelle, sudorazione, temperatura cutanea
- TESTA: grandezza, forma della fronte, fontanelle, forma del viso e degli occhi, naso e bocca
- DENTI: eruzione (a che mese il primo dente), forma e colore;
- ADDOME: la forma e la sua predominanza sul resto del corpo e degli arti
- ARTI: la lunghezza degli arti superiori e inferiori rispetto al tronco
Il tutto affiancato a domande che si possono rivolgere ai genitori con lo scopo di cercare conferme ma soprattutto, visto che ci troviamo in farmacia, velocizzare l’analisi e il consiglio.
In questo modo è possibile risalire alla costituzione del bambino e per esempio in caso di coliche addominali, sintomo frequentissimo nel lattante nei primi mesi di vita, somministrare:
- Il classico simeticone, probiotici + il rimedio costituzionale
- Rimedio di fase acuta tra cui Colocynthis + il rimedio costituzionale
Inoltre la conoscenza della costituzione del paziente ci porta a sapere a livello di quali organi o apparati tenderà a sviluppare patologie o a non funzionare correttamente in modo da praticare una cura non generica ma mirata e quindi con maggiore possibilità di successo.
Tutto questo dà la possibilità a noi farmacisti di fornire un servizio di qualità che è un VALORE per il paziente che si sente ascoltato e messo al centro dell’attenzione.
UNO SGUARDO AL FUTURO…
Visto che parliamo di bambini molto bello è pensare al futuro!
Nell’affrontare questi disturbi minori, al momento attuale, come farmacisti, sempre rispettando le indicazioni del pediatra, possiamo consigliare un trattamento omeopatico o anche associarlo a quanto prescritto dal medico. Interessante sarebbe, pensare ad una collaborazione tra pediatra e farmacista.
Il pediatra con l’omeopatia ha l’opportunità di gestire i disturbi minori: questa scelta terapeutica sarà vantaggiosa per la salute del bambino perché tende ad evitare e/o diminuire l’assunzione di farmaci di sintesi, quando non è strettamente necessario, risparmiando ai piccoli pazienti pediatrici i relativi effetti collaterali. Dall’altra parte il farmacista, dopo adeguata formazione alla disciplina omeopatica potrebbe specializzarsi in omeopatia pediatrica e progettare all’interno della sua farmacia degli incontri con i genitori, in cui interviene anche il pediatra, in modo tale da formare i genitori e renderli più consapevoli riguardo le scelte terapeutiche nei confronti dei loro figli.
Solo la conoscenza e la collaborazione fra professionisti può abbattere i muri contro cui l’omeopatia ogni giorno deve imbattersi.
Dott.ssa Maria Nicoletti
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